Monte Colombara (1.828 m) Monte Zebio (1.717 m)  Monte Rotondo (1.476 m)

M. Colombara: fu un caposaldo austriaco avanzato, equipaggiato con postazioni di cannoni in caverna. Fu attaccato dagli italiani della Brg. Rovigo tra il 6, il 7 e il 10 luglio del 1916, ma l’azione procurò solamente perdite ingenti, così come i successivi tentativi dell’agosto e dell’ottobre del 1916 attuati allo scopo (mai riuscito) di togliere agli austriaci un punto importante per la loro difesa del settore nord.

M. Zebio: grazie alla sua posizione centrale, divenne un caposaldo importante della linea di resistenza austriaca che si snodava dalla Val d’Assa all’Ortigara. Per tale motivo venne attrezzato alla difesa con un complesso sistema di trincee, gallerie e postazioni in caverna ancor oggi in gran parte visibili. Nel corso dell’estate del ‘16 e soprattutto in occasione della Battaglia dell’Ortigara (10 – 25 giugno  ‘17) i reparti italiani attaccarono ripetutamente le posizioni austriache senza conseguire tuttavia alcun successo. Sembra che lo scoppio della mina che fece saltare in aria la “Lunetta” (unico avamposto italiano in zona) già abbondantemente irrorata di sangue, sia stata un incidente incorso alla stessa mina italiana che sarebbe dovuta servire in realtà da diversivo. Perirono così 172 italiani e 35 imperiali. A prescindere da come siano andate veramente le cose, l’accaduto venne recepito come presagio negativo per le sorti della prevista battaglia dell’Ortigara.

M. Rotondo: caposaldo della linea di difesa austriaca e attrezzato sin dal luglio 1916, diverrà famoso per i reiterati assalti della brigata Sassari. Nel 1917 una mina italiana ne scosse le viscere, fatta brillare per favorire l’attacco del 10 giugno (battaglia dell’Ortigara).

I 5 Cimiteri:  il sentiero CAI 833 porta alla scoperta di una delle zone più suggestive dell’Altopiano nella quale hanno sede il Museo all’Aperto di M. Zebio e i 5 ex campisanti della Grande Guerra sistemati nel 2006: i cimiteri austroungarici di Val Galmarara, Moschiag 1, 2 e 3 e il cimitero della Brigata Sassari.

Museo all’aperto della Grande Guerra sul Monte Zebio: la zona del monte Zebio raccoglie eccezionali testimonianze che, recuperate, forniscono un esempio unico di campo di battaglia all’aperto. Segnaliamo tra le altre: il Caposaldo austo-ungarico a q 1.706 di Crocetta dello Zebio, questa sommità era denominata dagli austro-ungarici “quota insanguinata” per i ripetuti assalti da parte degli italiani; la “lunetta” con i lavori sotterranei di mina e contromina e le postazioni in caverna e in superficie; il reticolo delle postazioni che si prolungano verso Monte Rotondo, Monte Interrotto e Monte Rasta; il sistema di collegamenti italiani tra le prime linee e le retrovie, di grande interesse per la tecnica costruttiva. Tutta l’area del museo all’aperto è organizzata con cartelli guida che spiegano i manufatti del sito e gli eventi.