Monte Cengio (1.347 m)
Il Monte Cengio è stato teatro di aspre battaglie che coinvolsero soprattutto i reparti dei Granatieri di Sardegna. Rappresentò l’ultimo baluardo difensivo all’attacco austroungarico del 1916, in caso di conquista nemica infatti, gli imperiali avrebbero potuto raggiungere la pianura veneta.  Con la Legge 534 del 27 giugno 1967, l’intera zona è considerata Sacra alla Patria. Sono da segnalare: la lapide in ricordo del sacrificio del sottotenente triestino Carlo Stuparich, medaglia d’oro al V. M., suicidatosi il 13 maggio 1916 per evitare la cattura da parte imperiale poiché unico superstite di un attacco austriaco; la Chiesetta votiva eretta in ricordo di tutti i Caduti il 20 luglio 1975; il Piazzale dei Granatieri, punto culminante dell’area monumentale, la cima del Monte Cengio con la grande croce in tralicci di ferro e l’altare commemorativo.

La Granatiera
La mulattiera (denominata la Granatiera, in onore dei “Granatieri di Sardegna” che combatterono aspre battaglie nella zona) venne costruita dalla 93ª Compagnia Zappatori del I Rgt. Genio tra il 1917 e il 1918 e sfrutta per lo più cenge naturali, in alcuni tratti vi sono inoltre gallerie scavate direttamente nella roccia. Si decise di realizzarla per permettere, anche in pieno giorno, la salita di materiali e soldati in modo da potenziare le difese del M. Cengio, divenuto, con la Strafexspedition, l’ultimo baluardo occidentale dell’Altopiano dei Sette Comuni. Alcune gallerie della mulattiera erano adatte inoltre a fungere da ricovero per le truppe in caso di bombardamento nemico. Il tratto di sentiero a q 1.312 comprende la galleria principale, lunga 187 m e di sezione 3×4 m, e un serbatoio d’acqua della capacità di 150 m3. Il dislivello totale di 1.150 m veniva superato con due stazioni di sollevamento. Dal fiume Astico, l’acqua raggiungeva così il serbatoio in caverna lungo “la Granatiera” da cui veniva poi distribuita in tutta la zona. Questa stazione di pompaggio assumeva rilevante importanza dato che fungeva da rifornimento per le truppe italiane dislocate nella zona sud-occidentale dell’Altopiano.