Monte Mosciagh (1.556 m), Monte Interrotto (1.412 m) e Monte Rasta (1.214 m)

M. Rasta: la zona fu una vera e propria testa di ponte nel cuore dell’Altopiano presa dagli austriaci durante la Strafexpedition e perennemente mantenuta fino al novembre del 1917. Inutili i tentativi italiani del ‘16 per il suo recupero, così come quelli del giugno del ‘17, rivelatisi dei vani bagni di sangue per la fanteria règia (Brg. Lombardia, Arno, Friuli, Acqui e Spezia). Uno di questi tentativi venne immortalato da una tavola di Achille Beltrame che celebra la temporanea riconquista del M. Mosciagh a opera della Brg. Catanzaro.

Forte Interrotto: fu una delle fortificazioni italiane sull’Altopiano di Asiago costruite per il controllo del vicino confine con l’Austria-Ungheria. Venne progettato nel 1885 sulla cima dell’omonimo monte, a nord di Asiago, ad un’altezza di 1.392 m s.l.m. che gli consentiva il controllo dell’intera conca centrale dell’altopiano. A differenza di altre fortificazioni, fu concepito con dei criteri obsoleti rispetto alla funzione di guerra moderna. Si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un grande bastione medievale con le mura esterne a due piani e una grossa torre. Le casematte erano destinate all’alloggio delle truppe, ai magazzini, al deposito munizioni, alla cucina e alla stalla per i cavalli. Al centro, un grande giardino con degli appositi serbatoi, permetteva di raccogliere l’acqua piovana. Tutto intorno al perimetro esterno sono ancora ben visibili le feritoie per gli scontri ravvicinati, come quelli del 27 maggio 1916 quando gli austro-ungarici scesero dal confine trentino e dilagarono sull’Altopiano. Da quel momento il forte passò in mano degli asburgici che collocarono nella sua facciata un grande riflettore a scrutare la conca sottostante riconvertendo il forte in osservatorio e in deposito e armandolo con dei piccoli cannoncini.